Associazione Italo Latino Americana VOLVER

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      50 ANNI DALCOLPO MILITRE IN ARGENTINA                                                                                  
l 24 marzo 1976 ha segnato una svolta nella storia argentina. In quella data, al fine di modificare il modello di accumulazione della ricchezza a favore del capitalismo finanziario, un governo di fatto impose il terrorismo di Stato in tutta l'Argentina. La giunta militare argentina ricorse a tattiche di guerriglia urbana per giustificare il più atroce programma di sterminio che l'America Latina avesse conosciuto dalla sua emancipazione da Spagna e Portogallo, compresi campi di sterminio e voli della morte. La cifra di 30.000 persone rapite, torturate e fatte sparire, oltre a centinaia di bambini sottratti, riflette l'orrore orchestrato dal potere economico – e attuato dai militari – con l'acquiescenza della Chiesa e dei media mainstream, e il sostegno di una parte della società civile. Questa sinistra collaborazione è racchiusa nella frase che, come nessun'altra, Ciò testimonia gli effetti delle maldicenze nei confronti del prossimo sulla sfera sociale: "Devono aver fatto qualcosa". In altre parole, mentre si dà sostegno a chi detiene il potere per giustificare un crimine, la comunità della vittima viene gettata nell'isolamento, nel sospetto e nel senso di colpa. Se consideriamo che questa pratica si è ripetuta milioni di volte, possiamo comprendere chiaramente il livello di degrado a cui è giunta la società argentina durante quegli anni bui e nefasti. Il problema è che il terrorismo di Stato del cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale ha riportato in vita una figura – tutt'altro che nuova nella storia delle tragedie umane – il cui contenuto traumatico si trova al centro stesso dell'esistenza: lo scomparso. Vale a dire, colui il cui destino rimane un mistero; di cui non si conoscono né il luogo né le ragioni della scomparsa improvvisa. Quel compagno/a, fratello/sorella, figlio/a, coniuge, amico/a, di cui non si hanno informazioni né possibili spiegazioni per ricavare alcun indizio sul suo destino, se non il vile rapimento da parte di un regime disumano. Probabilmente non esiste tortura psicologica più acuta della sofferenza vissuta da una persona scomparsa. Il rapimento e la sparizione di qualcuno per mano del terrorismo di Stato bloccano qualsiasi possibilità di elaborazione a livello psichico. Infatti, per dimostrare che malvagità e assurdità possono andare di pari passo, il genocida Jorge Rafael Videla tentò di appellarsi proprio a questo punto quando si riferì alla tragedia degli scomparsi: "La persona scomparsa non esiste, non è né morta né viva, è scomparsa", disse impassibile davanti alle telecamere, forse con la dichiarazione più sfacciata e cinica che la nostra memoria possa ricordare. In parole povere: la figura della persona scomparsa paralizza la sua psiche perché impedisce l'atto più importante dell'elaborazione psicologica: il lutto. Senza lutto non c'è lavoro psicologico. E se, come dice Platone, amare significa dare ciò che non si ha (rinunciare alla propria mancanza per fare spazio a qualcuno), senza lutto l'amore è impossibile. In realtà, senza lutto non c'è nemmeno convinzione, ma solo certezze illusorie. La convinzione si raggiunge come prodotto di un lavoro intellettuale che scarta (accetta di perdere) alcune ipotesi per preservarne altre; la certezza, d'altra parte, irrompe per imporsi sulla psiche al di fuori di ogni dialettica e ragione. Se non c'è lutto, si finisce per parlare con cani morti, per così dire. Il 24 marzo 1976 segna una svolta nella vita di questa nazione. È il momento in cui una società trova il suo equilibrio sull'orlo dell'esistenza, o, al contrario, soccombe all'ignominia – una parola la cui etimologia, non a caso, significa "senza nome". Questo è il confine che solo i classici – trascendendo ogni epoca e cultura – riescono a rappresentare in opere immortali. Pochi mesi dopo l'instaurazione di un regime in contrasto con la condizione umana, riemerse l'epopea di Antigone. "Andatevene!", ordinò un poliziotto a un gruppo di "vecchie pazze" che – riunite in un emblematico terreno incolto – chiedevano di conoscere la sorte dei loro figli e delle loro figlie. Volevano sapere.Da allora, le Madri di Plaza de Mayo non hanno mai smesso di marciare per mostrare al mondo che noi, in quanto esseri parlanti, siamo più che semplici oggetti destinati a produrre e poi a morire quando il mercato ci scarta. Non è un caso. Antigone si ibellò al tiranno. Lo affrontò per onorare l'antica legge secondo la quale sulla tomba del defunto deve essere incisa un'iscrizione con il suo nome. Per molti, questo è il gesto con cui inizia veramente la civiltà. Il pilastro della Giustizia. l sadismo è sempre consistito nel trarre piacere dal fare del male agli altri. Se un animale selvatico uccide per nutrirsi, un sadico fa sparire una persona per crogiolarsi nella sofferenza dei suoi cari. La crudeltà consiste nel trasformare il proprio prossimo in un oggetto di cui godere del dolore. Questo era terrorismo di Stato. Questo stesso principio alimenta le politiche folli dell'amministrazione libertaria. Molti si chiedono come sia possibile che, dopo un'esperienza così atroce, l'Argentina abbia un governo che assolve i responsabili del terrorismo di Stato. La risposta si cela nei recessi più oscuri e complessi della natura dei corpi parlanti: gli esseri umani, per l'appunto. A differenza di tutte le altre creature del pianeta, gli esseri parlanti non sono governati dall'istinto. Siamo dominati da un impulso caotico che non sa cosa vuole né quale sia il suo scopo, e che può essere indirizzato verso i fini più sublimi: che si tratti di arte, scienza o solidarietà; oppure verso la crudeltà di cui abbiamo parlato prima.Ad esempio, si consideri il tweet pubblicato qualche tempo fa da un consigliere presidenziale, in cui affermava con enfasi che il socialismo (ovvero chiunque non la pensi come lui) viene eliminato, fatto sparire. L'uso di quest'ultima parola in un Paese dilaniato dalla tragedia di 30.000 persone scomparse e centinaia di bambini rapiti non è casuale. . Deriva da un atto di crudeltà. Crudeltà come politica di Stato. Il governo libertario vuole cancellare quella parte dell'Argentina che ancora conserva tratti istituzionali di solidarietà, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. La famigerata riforma del lavoro è un passo in questa direzione. La nostra risposta deve essere inequivocabile.Al di là dell'insaziabile e sadica spinta dell'amministrazione libertaria, noi argentini dobbiamo far sentire la nostra voce. Nelle strade. Nelle marce. Nelle proteste. Nelle fabbriche. Negli ospedali. All'università, nelle scuole. E davanti a noi stessi. Ciò che è in gioco è una parte essenziale del nostro stesso essere. Oggi più che mai, la richiesta di giustizia per gli scomparsi implica la salvaguardia dell'Altro che dimora nel nostro intimo. Quando questa alterità che ci costituisce viene repressa – e vorrei sottolineare appieno il significato di questo termine – non resta che nostro l'«odio di sé», quella passione che precede la coscienza morale e che preserva la convivenza, la buona
fede e amore.

Ci vediamo il 24 in piazza.

Sergio Zabalza è uno psicoanalista. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia presso l'Università di Buenos Aires.

 

E’ stato arrestato Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks. Il giornalista australiano si era rifugiato 7 anni fa nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra, quando l’allora presidente Rafael Correa gli concesse asilo.

A seguito di nuovi documenti pubblicati da Wikileaks ai danni dell’attuale presidenza di Lenin Moreno, l’Ecuador ha revocato l’asilo politico ad Assange, che oggi si trova in custodia presso gli uffici di Scotland Yard. Da qui alla richiesta di estradizione negli Stati Uniti, dove lo attende un processo per spionaggio e forse l’ergastolo, il passo è breve.

Ma perché è stato arrestato Julian Assange? E cos’è WikiLeaks?

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Partiamo da quest’ultima domanda.
WikiLeaks è un’organizzazione multimediale internazionale fondata dal suo editore Julian Assange nel 2006.
Si occupa di divulgare materiali ufficiali top-secret, che riguardano guerra, spionaggio e corruzione. Finora ha pubblicato più di 10 milioni di documenti.

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E’ balzata agli onori della cronaca nel 2010, dopo la massiccia pubblicazione di migliaia di documenti militari e materiale multimediale relativi alla guerra in Afghanistan e Iraq.

  Fu scandalo.

Nei documenti veniva scoperchiato un vaso di Pandora agghiacciante. 
Si parla di torture e violenze durante la guerra in Iraq perpetrate dall’esercito statunitense, oltre a una serie di informazioni sull’uccisione di civili in Afghanistan in cui erano coinvolti USA e Gran Bretagna.
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Nello stesso anno furono diffusi file riguardanti “inciuci” politici tra i capi di Stato mondiali. Nei documenti si parlava, tra gli altri, di Silvio Berlusconi, Vladimir Putin e Nicolas Sarkozy.

Non sorprende che, vista la portata del materiale diffuso, Wikileaks si è tutelata con un misterioso “file di assicurazione”.
In caso fosse successo qualcosa ai collaboratori dell’organizzazione, compreso Julian Assange, sarebbe stato diffuso un materiale scottante e altamente top secret. La stessa WikiLeaks non ha mai svelato cosa contiene quel file “Insurance”.

L’arresto di Julian Assange

 

E comunque no, non è per questo che Julian Assange è stato arrestato.
Sul giornalista grava un’accusa di stupro, anche se il rapporto sessuale per cui è stato accusato è stato consenziente.

Allora perché accusarlo?

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In Svezia, dove è stato contestato il reato, è considerato illecito rifiutarsi di effettuare un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili. Assange, infatti, avrebbe avuto con la sua accusatrice unrapporto non protetto. 
L’accusa di stupro in Svezia è stata archiviata nel 2017, anche se sarà prescritta nel 2020.
Al momento, dunque, resta in piedi solo la violazione del rilascio su cauzione, quando, nel 2012, si rifugiò presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, sottraendosi alla probabile estradizione in Svezia.
Il rischio per Assange, adesso, resta l’estradizione negli Stati Uniti, dove lo attende un processo per accusa di spionaggio.

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FIESTA ARGENTINA 2018  VOLVEMOS!!!! A- NAVE- BRESCIA….

 TORNA A NAVE LA FIESTA ARGENTINA 25/26/27 MAGGIO 2018

 CENTRO SPORTIVO ANGELO GREOTTI-NAVE Bs. VIA CAPRA 4

 

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Descrizione: Risultati immagini per nuvoletta fumetto mafalda…TE ESPERAMOS!!!

 

                                                           1976-2016

A 40 anni dal golpe in Argentina: “Una ferita aperta: una generazione venne annientata”         Il 24 marzo 1976 iniziava la dittatura militare.

Conoscere, dopo 40 anni, la verità sul Golpe in Argentina

Il governo degli Stati Uniti ha deciso di declassificare tutti i documenti militari e di intelligence relativi alla dittatura argentina. Nel 2002 gli Stati Uniti hanno declassificato 4700 documenti del Dipartimento di Sato relativi al golpe e alla repressione illegale, senza però includere quelli delle agenzie militari e di spionaggio.Anche il Vaticano farà lo stesso.

 

Las “Locas”…Breve storia delle Abuelas de la Plaza de Mayo e di Estela Carlotto

Descrizione: Las “Locas”…Breve storia delle Abuelas de la Plaza de Mayo e di Estela Carlotto Descrizione: Argentina: dopo anni di lotte e ricerche Estela Carlotto ritrova suo nipote

Las locas. Le pazze. Così i militari chiamavano queste poche donne col pañuelo in testa che sul finire degli anni ’70, in piena dittatura militare argentina, cominciarono a girare in tondo sulla grande Plaza de Mayo a Buenos Aires. Era il 30 aprile del 1977. Chiedevano dei loro figli “desaparecidos”, in un mondo così distratto

Buenos Aires, 5 ago.14 - Estela Carlotto, la donna che ha fondato e diretto il movimento delle Nonne di Plaza de mayo, ha ritrovato il nipote, tra i bambini rapiti durante la dittatura degli anni 1976-83. Lo ha riferito un parente della donna 83enne, affermando che l'identita' del nipote e' stata confermata dal test genetico. I due si sono incontrati oggi

Ho ritrovato mio nipote rapito dai militari: itervista con Estela Carlotto Il manifesto 14.8.2014 Buenos Aires, 12.8.2014 Ho ricevuto una delle gioie più grandi della mia vita: ritrovare un nipote che mi rubò la dittatura civico-militare, quando mia figlia Laura, la più grande, lo diede alla luce in un campo di concentramento. L’ho cercato per più di trentasei anni – trentasette, perché quando l’hanno presa già sapevo che aspettava un bambino e cominciai a cercarlo,  Estela Carlotto, una nonna di Plaza de Mayo

Descrizione: Estela Carlotto, una nonna di Plaza de Mayo di Javer Folco Descrizione: Il grande giorno di Estela Carlotto: ritrovato suo nipote Guido

Dopo aver ritrovato il nipote, Estela Barnes Carlotto racconta la storia della madri argentine di Plaza de Mayo: la loro lotta per la verità e la giustizia e la loro instancabile ricerca dei figli e dei nipoti scomparsi durante la dittatura.“Dopo 35 anni di lotta

 

 

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studio gianfranco viasetti - divisione associazioni di volontariato di brescia

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